Finalmente dopo una settimana che sono tornato a casa riesco a scrivere questo breve post, in cui vorrei raccontare della mia piccola vacanza.
Cosa ci sarà stato di tanto speciale quest’anno? Beh, non sono andato in posti particolarmente lontani, ma stavolta la cosa interessante e diversa dal solito è che sono partito con la Vespa e sono stato via coi miei amici!
Ma andiamo con ordine… l’idea in principio era quella di fare una manutenzione completa alla moto o alla Vespa e partire per la Toscana, ma a causa di impegni familiari e purtroppo anche scolastici, il mio progetto è stato ridimensionato. Tanto per cominciare, non è stata fatta nessuna manutenzione prima di partire, ne tantomeno sono riuscito ad acquistare in tempo prodotti tipo il Fast (ergo se bucavo una gomma ero abbastanza nella cacca). Il motivo? Inizialmente speravo di riuscire a lavorare prima della partenza, mettendo da parte i soldi necessari per sistemare uno dei due mezzi; poi è andata a finire che con gli impegni che avevo non ho combinato assolutamente nulla. Come potrete capire la parola d’ordine era risparmio, motivo in più per cui la scelta del mezzo da utilizzare è ricaduta sulla Vespa, che consuma decisamente poco e permette di utilizzare olio motore poco costoso, inoltre in caso di guasto i pezzi di ricambio sono anche più economici.
A un tratto sembrava addirittura che non dovessi più partire, i miei amici erano già al mare al Lido di Pomposa da una settimana, mentre io stavo ancora a casa senza aver ben chiaro cosa fare.
Poi, abbastanza all’improvviso, mi sono deciso: partenza il 9 luglio, alla sette e mezza del mattino! Per di più io e mio padre abbiamo scoperto che c’era un raduno di Vespe a Piazzola sul Brenta (PD) il 9 e il 10, e abbiamo deciso di partecipare.
Così l’8 sera nonostante fossi già tornato a casa tardi mi sono preparato uno zaino molto essenziale, con dentro davvero poco oltre agli attrezzi per mettere le mani sul motore in caso di necessità, e la mattina dopo si partiva (dandoci i turni per guidare) verso Padova, da dove poi mio padre tornerà a casa in treno mentre io proseguirò per il mare.
Per quanto riguarda il viaggio, fino a Milano non c’è stato nessun problema, poi ad un tratto si è verificata una “simpatica” autoaccensione… ci ho messo un po’ a capire di cosa si trattasse realmente, diciamo che ho iniziato a preoccuparmi quando staccata la pipetta il motore continuava a girare ad altissimi regimi. Tolta la candela ovviamente si è spento, ed ero sicuro che i danni fossero ormai irreparabili… invece sono rimasto stupido: rimontato il tutto, il motore è ripartito al primo colpo senza più alcun problema. Abbiamo continuato imperterriti fino alla meta facendo tappa ad Asola. Probabilmente il problema era dato dall’insieme di motore notevolmente sotto sforzo, sportello del motore chiuso quindi poca aria a disposizione per raffreddare, la bellezza di 37° di temperatura e forse anche qualche residuo carbonioso in camera di combustione che diventando incandescente ha innescato il tutto.
Come potrete immaginare non è stato facile continuare andando piano piano per non sforzare troppo il motore (che già va piano di suo), percorrendo immensi rettilinei, in due e con uno zaino enorme da portare… eppure fermandoci di tanto in tanto per sgranchirci le gambe ce l’abbiamo fatta, e il posto a mio parere meritava davvero. Già sabato sera erano presenti delle Vespe stupende, perfettamente restaurate e in ottime condizioni, anche se devo dire che in mezzo a quelle meraviglie c’era qualcosa della nostra malconcia PK dell’85 che attirava l’attenzione generale: il telo del nostro Vespa Club, che faceva capire quanta strada abbiamo percorso per arrivare fin li.
Fortunatamente come sistemazione abbiamo trovato uno splendido Bed & Breakfast, che si chiama “Casa Rosa”, il cui proprietario è stato molto gentile con noi (e pensate che conosceva pure Tradate, il posto dove abito e da cui siamo partiti), incredibile!
Ma la giornata non era ancora finita, alla sera ovviamente non potevamo mancare al raduno. C’erano la pasta a mezza notte, un gruppo che suonava e tanta, tantissima gente con Vespe di ogni tipo! E così, una doccia e via… avevamo già percorso almeno 260km ma non ci pesava assolutamente fare quei piccoli spostamenti tra i paesini del Veneto, in aperta campagna, con un clima e un tramonto spettacolari!
Devo ammettere che mi è quasi spiaciuto dover, già la mattina dopo, prepararmi e partire per continuare il tragitto, per di più da solo da Padova in poi.
Sono andato avanti senza soste, all’inizio ero deciso a fermarmi diverse volte per strada, ma più mi avvicinavo più mi tornava la voglia di percorrere quelle strade roventi che mi portavano sempre più vicino alla meta. Strade extraurbane, in città, in periferia, in zone industriali, in mezzo ai campi e ai canali di irrigazione… e c’era pure poco traffico, per fortuna. Con tranquillità assoluta e un sole che spaccava alle pietre, mi sono trovato davanti a un certo punto il mare! E da li è stato facile trovare la casetta dove erano appostati tutti i miei adorati amici casinisti, che aspettavano un folle che arrivava da Varese in Vespa, con gli avambracci che la maglietta non copriva color rosso fuoco, arrostiti da tanti chilometri di guida.
Purtroppo sapevo che sarei rimasto li solo cinque giorni, e sapevo anche che quando ci si diverte il tempo vola. Ma non aveva importanza, bastava godersi la vacanza e i momenti insieme, a partire dal pranzo delle 3.30 di pomeriggio in seguito al mio arrivo… finalmente tutti insieme attorno a un tavolo, come non accadeva da parecchio tempo. Naturalmente era solo l’inizio, l’inizio di una serie di giornate passate tra scherzi, spiaggia e mare, relax, serate sul lungomare, pista dei kart, Mirabilandia e così via.
Vorrei accennare anche a una cosa curiosa: una sera, tornando da Mirabilandia, alla radio parlavano delle vacanze in Vespa, definendolo come un fenomeno che al giorno d’oggi sta scomparendo visto che non c’è più praticamente nessuno che si azzarda, o che abbia solo un vespino a disposizione. Mi sarebbe tanto piaciuto mandare un messaggio e raccontare della strada che avevo già percorso, ma purtroppo ci siamo sintonizzati troppo tardi!
La sera prima della partenza poi ho fatto uno splendido giro su due ruote per i lidi, e il giorno dopo alle due del pomeriggio ero in partenza per S. Pietro in Casale (BO), dove abitano i miei zii.
Nel finesettimana ho accompagnato mio cugino a Pinarella di Cervia (si andava in campeggio), stavolta in treno, e mentre ero la mi sono tornati in mente tutti i ricordi di quando ero bambino e andavo li in vacanza, così che col mio sorriso ebete stavo per scoppiare a piangere come un poppante nel bel mezzo della pineta.
Anche li prima di partire, non poteva mancare (anche se a piedi stavolta) un bel giro per il paese a curiosare tra le bancarelle e a conoscere gente nuova. Ma siccome la pacchia non poteva durare per sempre, è arrivato il tanto inatteso giorno della partenza: domenica 17 luglio. Sapevo bene che sarebbe terminato tutto quanto con il ritorno a casa, che non volevo affrontare nella maniera più categorica.
Eppure, anche volendo fermarmi in giro scappando dai miei impegni, non avrei potuto perché ero rimasto coi soldi contati per far benzina… e grazie al cielo il biglietto del treno per tornare da Pinarella a San Pietro era già pagato! Così con lo zaino in spalla e dopo una breve tappa per mangiare a casa dei miei zii, sono ripartito dirigendomi verso la via Emilia.
Stavolta non c’era scampo: mi aspettavano almeno 280km da solo e col rischio di prendere la pioggia. A Lodi infatti, ho fatto in tempo a fare rifornimento che si è messo a piovere, e come se non bastasse il telefono che usavo come navigatore si è scaricato e sono andato avanti a intuito, attraversando Milano e uscendone vivo trovando pure la strada giusta al primo colpo!
Ma se pensavate che si poteva concludere tutto con un banale tratto di strada provinciale fino a Tradate e i soliti racconti in famiglia di come sono andate le vacanze, vi sbagliavate di grosso! Fuori da Milano mi aspettava mio padre in macchina con una tuta impermeabile per la pioggia, visto che la situazione rischiava di peggiorare parecchio. E indovinate un po’… la tuta conteneva del lattice all’interno, e nonostante l’avessi già usata in passato e non avessi avuto problemi, ho avuto un “simpaticissimo” shock anafilattico. Ho incominciato a gonfiarmi e a riempirmi di fastidiose bolle, fino a non respirare quasi più. Sono riuscito a tener duro fino a casa dove inizialmente col cortisone e compagnia sembrava che il pericolo fosse scampato… mentre alle 22.30 ho ripreso a gonfiarmi e sono finito dritto dritto in pronto soccorso.
In un angolo con la mia flebo, pensavo soddisfatto a come una Vespa di 26 anni con motore già scaldato in passato e da sistemare, guarnizioni varie da cambiare e perdite d’olio, ammortizzatore morto, frizione che slitta, ecc. mi abbia comunque accompagnato senza mai abbandonarmi per strada in vacanza, riportandomi felicemente a casa dopo circa 780km. Dall’altra parte pensavo anche a come ormai ero giunto al capolinea dell’avventura, pensavo con nostalgia alle serate a Pomposa, ai ricordi rivissuti a Pinarella, ai chilometri percorsi in libertà su un nastro d’asfalto fino al mare… e con tristezza a quello che dal giorno dopo mi aspettava: al lavoro, agli impegni in famiglia e allo studio per gli esami.
Ma cosa ci si può fare? Così è la vita, e l’unica cosa che possiamo fare è assaporarla in ogni dettaglio, rischiare e divertirci, come ho fatto nella settimana di vacanza più bella che abbia mai trascorso.
Con questo post so di non avervi certamente proposto un ricco diario di viaggio, ma voglio che sia un assaggio dei bei momenti che ho vissuto… da rileggere in futuro, e che spero convinca altri a partire. In fondo non serve niente, partite con quello che avete a disposizione o con un treno e viaggiate, visitate il più possibile, divertitevi e sentitevi liberi!
Per terminare, vorrei ringraziare i miei amici… grazie per essermi stati vicino nei momenti più difficili, per avermi fatto vivere dei giorni lontano da brutti pensieri in spensieratezza. Grazie a mio padre, che mi è stato vicino a lungo e mi ha incoraggiato sempre ad andare avanti. Grazie a chi ho incontrato per la strada, e grazie al Vespino rosso e malconcio che non mi ha mai lasciato a piedi!
P.S. a breve il video coi momenti migliori della vacanza
vorrei farlo ora, ma purtroppo al momento mi tocca rimandare.
Chiedo scusa per eventuali errori o orrori che non ho notato rileggendo…





